Porto Venere e isole Spezzine

da Porto Venere a Palmaria, Tino e Tinetto

Il tour in kayak costeggiando la costa del golfo e circumnavigando le isole
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Buona parte del territorio di Porto Venere e delle isole spezzine, compreso il mare che le circonda, è incluso nel Parco Regionale che confina con quello nazionale delle Cinque Terre. L’attuale assetto e i suoi confini sono stati definiti nel 2001 con una legge regionale. Dal 1997 è inserito nei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

La pagaiata dal borgo marinaro di Porto Venere (ottimo accesso la spiaggia dell'Olivo a oriente della baia) è un'esperienza viva di storia e natura.

La posizione strategia di Porto Venere ha portato alla costruzione di imponenti difese sin dal medioevo. Il castello detto dei Doria, che domina l’abitato da un versante e dall’altro si specchia nel mare aperto, è stato eretto dalla Repubblica Genovese nel dodicesimo secolo, ma ampliato a più riprese fino all’attuale struttura risalente al seicento. 

La piccola baia sottostante il castello e delimitata dallo sperone roccioso della chiesa di San Pietro è famosa per una cavità marina che si dice fosse di ispirazione al poeta inglese George Byron che negli anni venti dell’ottocento soggiornò in Italia e visitò questi luoghi. La chiesa in stile romanico gotico di San Pietro è situata sulla punta rocciosa dove nell’antichità si ergeva il tempio dedicato alla dea Venere da cui deriva il toponimo del borgo. Per la posizione isolata e prominente sul mare è un punto di osservazione eccellente e nello stesso tempo un elemento iconico del paesaggio della riviera. Porto Venere rappresenta certamente uno dei borghi più celebri e visitati della Liguria, dall’antichissima storia e dalla recente fama turistica. La navigazione sotto costa permette di apprezzare tutta la bellezza dell’abitato caratterizzato da una sequenza di edifici colorati che si affacciano sul mare. Oltrepassata la scogliera sottostante la chiesa si entra nel canale (Bocche) che separa la costa dall’isola Palmaria. Le isole di Palmaria, Tino e Tinetto rappresentano la propaggine meridionale della riviera spezzina dando continuità all’alta scogliera a strapiombo sul mare nel loro lato occidentale, mentre chiudono il Golfo di La Spezia con una costa bassa e frastagliata verso est. Assoggettate al demanio militare per la loro particolare posizione strategica a protezione dell’Arsenale militare di La Spezia, oggi queste isole rappresentano un’area naturale di particolare pregio che l’ingresso limitato ha consentito di tutelare negli anni. Attraversate le Bocche e raggiunta la spiaggia antistante Portovenere ci si può dirigere verso il lato orientale di Palmaria e seguire l’arco dell’ampia baia del Terrizzo. Si raggiunge in breve la Punta della Scuola, estrema propaggine verso il Golfo caratterizzata dall’alzarsi della scogliera qui sormontata da una ricca vegetazione. 

Passata punta Marinella si pagaia verso sud nella larga baia del Pozzale dove sorge un campeggio in prossimità della riva. La punta meridionale dell’Isola è caratterizzata dai grandi sbancamenti di una cava da cui veniva estratto una pregiata varietà di marmo nero con venature dorate detto Portoro o Marmo di Portovenere. Un tratto di mare di circa 400 metri separa Palmaria dalla boscosa isola del Tino caratterizzata da alte scogliere verso sud e est. Sulla cima, a quasi 120 metri di quota, si staglia il faro militare. La costa settentrionale è occupata da una serie di postazioni militari oggi abbandonate che furono realizzate a partire dagli anni venti fino alla seconda guerra mondiale. Di fronte all’alta parete di falesia a sud del Tino emerge dal mare un grosso scoglio con una rada macchia mediterranea sulla sommità: è la disabitata isola del Tinetto, frequentata tuttavia da una numerosa colonia di gabbiani. Un tempo ospitava un eremo monacale e una piccola chiesa di cui rimangono i resti dell’abside. Riprendendo la navigazione verso nord si ritorna al Tino e quindi a Palmaria costeggiando sempre un’alta falesia. Risalendo il lato occidentale dell’isola principale si passano due baie (Cala Piccola e Cala Grande) e una prominenza rocciosa, la Punta del Pittone. Poco oltre la punta occorre prestare attenzione a individuare una fenditura nella roccia che rappresenta l’ingresso ad una profonda cavità marina ampia a sufficienza per consentire l’ingresso dei piccoli natanti. Si tratta della Grotta Azzurra così nominata per i riflessi azzurri dell’acqua sulle bianche pareti di roccia. L’alta falesia della Palmaria cela la vista di Portovenere fino a poche decine di metri dal canale che separa l’isola dal continente. 

Apprezza la bellezza delle selvagge coste delle isole e la storia del borgo di Porto Venere

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